30/12/09

Spigole e cicogne di fine 2009

Un piccolo racconto della mattinata di ieri.....sono in vacanza e tutte come tutte le mattine entro "a lavoro" verso le sei e mezza per staccare all'ora di pranzo....Ieri con me c'era Daniele che oramai caldo della paga che mi ha dato domenica mattina, si sente spigolaro e vuole ripetersi.
Nei giorni precedenti qualche spigola è uscita, Daniele e Simone domenica mattina hanno solpito entrambi mentre io sono riuscito a fregarne una medio piccola solamente il giorno dopo.
Arrivati sul mare c'è un bel pò di onda, vento e piove: proprio una bella giornatina!
Ci incamminiamo in spiaggia e arrivati nella zona prescelta dopo una mezz'oretta iniziamo a cercare qualche reginotta in agguato dietro qualche gradino o sotto un tappeto di schiuma...Sono molto difficili in questo periodo, mangiano argentine di mezzo centimetro che vengono riversate in mare dalle piene buttantosi a bocca aperta nelle masse nere di questi pesciolini che stanno compatte in sospensione su pelo dell'acqua.Imitarle è quasi impossibile col mare torbo e mosso, microesche rischiano di diventare invisibili ai loro occhi e l'unica è tentare di girare e rigirare le nostre isidie variando presentazioni taglie e colori per cercare di indurle all'attacco.In queste uscite sto pescando molto a gomma, più per mio personale gusto che per una certa e comprovata superiorità sulla plastica dura: in ambienti difficili dove il pesce in qualche modo va forzato (anche per via del mare ultimamente spesso mosso), una amo del 2-3/0 innescato con un qualsiasi siliconico (ogni uscita gli attacchi capitano quasi sempre su esche diverse per questo mi sembra inutile fare nomi specifici che non ho mai fatto perchè credo possano sviare molte persone) mi da una sicurezza di ferrata che nessuna ancoretta riesce a garantirmi....pesco rilassato e sicuro delle esche che ho in acqua e questo è l'importante per me.Al secondo lancio subito una bella botta su una testina del buon Mori modificata per l'occasione (Alex stanno cominciando a dare i loro frutti!).Un pesce discreto si rigira nel cavo d'onda e sembra almeno grosso il doppio per le condizioni in cui è avvenuta la predazione (nel risucchio dell'onda).La faccio salire sulla cresta successiva e stavolta riesco a portarla a secco senza bagnarmi...miracolo!

Continuiamo a lanciare per un paio d'ore ma non vediamo attività ne registriamo attacchi, per cui si decide di tornare alla macchina e di dirigersi verso un altra spiaggia che potrebbe essere molto allettante con quelle condizioni.Nel tragitto mi viene in mente una cosa....qualche giorno prima in un campo vicino Grosseto sono state avvistate delle cicogne (info su questo in mp!) e con Daniele ci si capisce al volo: ok si va a caccia fotografica!Arriviamo nel luogo indicatomi da mio babbo e le vediamo a circa 500 metri da noi. si lascia la macchina e vestiti da pesca (io coi waders e scarpe in feltro) ci si inoltra nel lavorato.Quatti quatti gli si arriva da dietro camminando solo quando beccano per terra e si scatta: sono animali davvero belli, è la prima volta che mi capita di vederli dal vivo e resto affascinato dalla loro grazia e portamento.

Dopo alcune foto ferme si decide di farle volare, sguinzaglio Daniele che le spaventa dal lato opposto e riusciamo a scattare anche qualche foto in volo.


Si vanno a riposare poco lontano e noi andiamo via contenti come o forse più si fosse preso quello spigolone che il resto della mattinata non ci darà.

Con questo piccolo report si chiude per me il 2009, un anno pieno di difficoltà ma anche di soddisfazioni che grazie a questa disciplina mi sono potuto togliere...immagini spettacolari stampate nella mente che ogni volta la vita gira più storta mi fanno tornare il sorriso!

Vi auguro a tutti voi un 2010 felice e pieno di soddisfazioni che il mare regala sempre a chi lo ama e lo rispetta.

29/12/09

Scatti dalla maremma



Alcuni scatti random fatti ultimamente....

















26/12/09

Spigola di Natale

Piccolo intervento dovuto in onore di questa bella signora che mi ha fatto davvero divertire con un attacco a galla su un jerkbait da 4 pollici spiombato!

12/12/09

Variazione sul tema...lucci

Ogni tanto mi piace variare le pescate in mare con qualche ora in fw alla ricerca di qualche predatore oramai molto raro nella nostra maremma a causa di motivi che non mi metto qui a spiegare ma che in molti di voi conoscono...

Ecco quindi che una fredda mattina di Dicembre dopo un bel cappottone all'albeggio a spigole, si decide con Daniele e Simone di andare a cercare qualche luccio in un lago che mai avevo affrontato prima....
Appena arrivo sulle sponde non credo ai miei occhi. un posto fantastico, una cornice degna dei paesaggi irlandesi dove sono ambientati i più bei filmati di pesca al pike....e prorio qui vicino casa mia!!
Infilati gli stivali (eravamo senza waders) iniziamo subito a sondare ogni angolo....
Io monto uno shad da 4 pollici su un amo wide gap del 3/0 collecato direttamente al terminale della canna con un tony pegna....non ho cirelle di congiunzione e l'amo coperto mi permette di passare nello sporco agevolmente senza problemi....in una prima ansa registro due attacchi di luccetti (uno mezzo chilo e l'altro circa 1,5 kg) che mi permettono per la prima volta in vita mia di prendere contatto con la mangiata e il combattimento dell'esocide....lo pensavo più pigro e fiacco!!Isisto determinato ed arrivato in un fitto di ramaglie davanti alla focetta di un fosso il mio silicone a 20 metri da me si blocca...ferro d'istinto e la soperficie calma del lago si rompe: una bella testa si dibatte fuori come un barracuda e parte subito una bella fuga contro le ramaglie....la canna che ho mi permette però di forzarlo il giusto e dopo poco viene al boga:
Un bel pesce davvero sui 4 chili che per me che mai avevo preso un luccio davvero mi riempie di soddisfazione!
Lo slamo e lo rimetto delicatamente in acqua e lui se ne va placido ad aspettare qualche alborella più gustosa della mia imitazione....
alla prossima!

10/11/09

Spigole a finesse nella schiuma

Probabilmente per qualche mese prossimamente cappotterò sempre, ma un'altra domenica è stata da ricordare... Dopo un bel capotto di sei ore sabato passato alla ricerca di lampugoni in scogliera, lo scirocco aumenta, la temperatura sale e la pressione scende....ok domenica si va a ricercare la spigolona tanto cercata che settimana scorsa ho lasciato sguazzare tra gli scogli.... Arrivo sul mare e mi trovo davanti onde e vento che mi svegliano e attivano subito: Bene, oggi le spigole devono essere in giro per forza, basta "trovargli il verso"... Inzio a camminare sondando buche e canali, più lunghi coi lipples tipo il vibe, sotto con pescetti vibranti e non molto grossi per capirci taglia edonis... pescano bene, ma dopo un ora circa e un chilometro fatto sondando palmo a palmo ogni angolo, mi rendo conto che nei due metri a ridosso di me si sono radunate alghe in sospensione e i pescetti vanno in crisi riempiendosi di sporco. Decido quindi che anche se le onde e il vento inizialmente mi facevano propendere per altre scelte, di provare con qualche gommetta su testina piombata da far lavorare nel risaccone tenendola quasi in trattenuta in balia delle onde solo cercando di fargli muovere la codina... un amo solo scoperto mi garantisce sicurezza di ferrata e di non slamata in quel macello d'onde, non me la sento di pescare coperto in quelle condizioni, prenderò qualche alga ma su un amo singolo non credo possano essere troppe... Al secondo lancio subito una botta vicino a me e una bella reginella sui 7 etti mi da morale e mi soddisfa...ho trovato forse la chiave della mattinata!
continuo un altra ora, altri chilometri e altre onde, comunque meno di settimana scorsa....ci credo... arrivo in un tratto meno sporco, cambio colore e metto uno shadettino da 4 verde scuro per farlo ben contrastare visto che non ci sono alghe con il quale i pesci potrebbero confonderlo... mi avvicino all'acqua, lo tengo sotto senza recuperare quasi a rimescolare nel risaccone....strike! Questa è lei, me ne accorgo subito, la lamiglass si piega e il certatino sfriziona e lei è piantata nel risaccone e non sale..alzo la canna per evitare che il terminalino del 28 si possa tagliare...con questa attrezzatura tutto è amplificato e ogni pesce è un godimento, contatto diretto tra me e il pesce...alessandro non finirò mai di ringraziarti!! Vedo il testone, non ho nulla, anzi no le mani si! avanzo verso di lei, entro a mollo fino alla vita e lei è li che si dibatte davanti a me...mano in bocca e su come un bass!
Finalmente dopo un anno e mezza sono riuscito a tirar fuori la mia spigola dalle onde nei miei ambienti nella mia maremma... Sono appagato...le due ore successive passano a mollo senza risultati, so che con un mare così ce ne sono ancora in giro, ma va bene così!

04/11/09

Serra adventure

Vi racconto la mia mattinata di ieri... Le previsioni davano pioggia tutto il giorno, ma dopo il cappottone in scogliera alla ricerca del lampugone, la voglia di cambiare tutto e cercare la spigola in mezzo alle onde è troppo forte...waders, geoff e alle sei fuori di casa sotto l'acqua! Alcuni miei amici mi invitano ad andare con loro in porto, ma rifiuto...una bella pescata da solo in spiaggia con questo tempo mi ispira troppo! Esco pensando di trovare solo un pò di schiumetta, quindi porto solo la lamiglass da mezz'oncia con l'assetto leggero, treccina da 10 libbre e finale del 28....appena arrivo sul mare mi rendo conto di essermi sbagliato...onde di circa un metro e mezzo e vento acora teso sotto un bel nubifragio (per fortuna senza tuoni e lampi) mi fanno capire che sarebbe stata dura con quell'attrezzatura....ma ho solo quella e chi se ne frega! Passa un'ora e mezza circa di chilometri, onde in faccia e lanci senza aver visto nulla, anzi stare in pesca è molto molto difficile, l'unica esca che ho con me che mi permette di avere trazione nel risaccone sottoriva che si crea in alcuni punti e in cui credo è un xrap da 9 cm (l'esca più grossa che mi ero portato!) e insisto con quella nei pochi punti non invasi dalle alghe... In una zona mista con un pò di scoglietti passo una parte allagata dalle onde che frangevano e provo ad avviinarmi al risaccone....le onde arrivano forti ma riesco a trovare una sorta di stabilità...lancio, recupero rapido a strappi per far stare in pesca nel cavo d'onda il pescetto e appena arriva a 1 metro da me che intanto ero con acqua quasi alla vita....botta clamorosa!! testate secche e subito penso: eccola è lei quella che cercavo!! una fuga di dieci metri velocissima mi lascia qualche perplessità e aumenta la tachicardia....un salto a un metro da me mi toglie ogni dubbio...un serra di circa 4 chili mi salta ad altezza occhi tre volte...spettacolo! Intanto le onde mi sbattono e il pesce è piantato nella risacca..con quella cannetta non lo scalzo di li! aspetto qualche secondo e vedo una grossa cresta....cerco di portarcelo sopra....l'onda me lo spiaggia con una forza tale da mandarlo 20 metri dietro di me e facendomi cadere sugli scogli....il boga mi si satcca si incastra negli scogli (per fortuna avendolo legato in vita non lo perdo) e mi blocca da un lato, il serra mi tira dal'altro verso terra e io sono oramai in ginocchio sugli scogli dolorante...il pesce si slama...decido di aprire l'archetto, poggio la canna su uno scoglio e mi tuffo di testa verso di lui...lo vedo sotto, lo prendo al volo sentendolo nella schiuma a tastoni una mano delle branchie e da sdraiato lo tiro su e piazzo un grido che mi hanno sentito a 50 chilometri!!! Una cattura magnifica, un pesce in se per se normale ma catturato così è stata forse la più bella cattura che ho effettuato, una lotta vera che mi ha veramante appagato e per parecchio tempo me la ricorderò...
a quel punto mi siedo sulla sabbia, guardo il pesce oramai distrutto dalle botte sugli scogli e dalla mia mano che ha squarciato le branchie e decido che sarà la cena per me e i miei amici, ma di contro chiudo tutto e mi incammino verso la macchina... Li sotto sicuramente qualche altra cosa c'è se insisto, ma il pensiero vola insieme allo sguardo nella direzione di un punto particolare in mare e decido che... ..."Basta, per oggi basta così, il mare è generoso per chi lo rispetta, per chi lo vive dentro, per chi ne sa cogliere il significato..." p.s. Il tuffo ha portato all'affogamento definitivo del cellulare che era nella taschina della geoff alta sotto il mento!!

20/10/09

Lampughe dalla scogliera

Avevamo intenzione con Daniele di postare tutto a stagione finita per raccontare la cosa più affascinante di questo splendido pesce: l'evoluzione della taglia e dei comportamenti concentrata in un breve lasso di tempo (circa tre mesi). Le condizioni meteorilogiche degli ultimi 15 giorni però hanno portato ad un rallentamento notevole della loro attività, e complice la coincidenza con giornate non buone nei giorni liberi dal lavoro, noi abbiamo beccato dei sonori cappottoni alla loro ricerca... Pur se ancora speranzosi nella cattura della big di stagione, pubbichiamo lo stesso un pò di foto che in queste giornate grigie rallegrano e ci riportano a giornate più calde e festose! L'annata delle lampughe era iniziata benissimo, il gran caldo estivo le aveva fatte arrivare presto lungo le nostre scogliere ed erano in buon numero e belle grossotte per il periodo e questo ci faceva ben sperare per i mesi successivi... Le prime lampughe di stagione sono sempre in branchi piuttosto numerosi e si palesano quasi mai in cacciata su aguglie o altri pesci, ma più spesso transitano nella zona di pesca e curiose e fameliche si lanciano su qualsiasi cosa faccia rumore: saponette (anche di dimensioni generose in relazione a loro stesse), popper, wtd, stickbait recuperati a galla freneticamente sono le esche che portano più competizione nel branco ed è uno spettacolo vedere dall'alto di una scogliera le palle blu che si inseguono e che si contendono l'esca fin sotto i tuoi piedi! Le prime catture spesso spaventano il branco e solo il passaggio successivo o un esca diversa o più piccola e leggera riesce a stuzzicarle.... Con l'arrivo di ottobre di solito si entra in una seconda fase del comportamento delle lampughe che risulta in stretta relazione con la loro taglia che si aggira inorno al chilo e mezzo- due ed alla loro alimentazione che si concentra di più sulle aguglie. Il loro arrivo in zona è spesso in carica su questi pesci e risulta sempre più difficile ingannarle se solo di passsaggio....si fanno più furbe e la frenesia dei primi di settembre è un lontano ricordo. Di contro la taglia si fa più interessante ed è spesso utile avere a portata di mano metal jig di 40-60 grammi per poter centrare il branco in caccia anche ad oltre 50 metri dalla nostra postazione... questi momenti durano spesso pochi secondi e si palesano all'improvviso: sfuttare l'occasione quasi sempre svolta la giornata di pesca. Con la seconda metà di ottobre si entra nel periodo che mi affascina di più di questsa pesca. Le lampughe diventano più rare, i branchi meno numerosi e più sparpagliati lungo le coste e te sei obbligato a chilometri in scogliera e saliscendi vari alla loro ricerca....diventa una ricerca fisica del predatore in caccia e in quel momento che dura 10 secondi all'interno di 4, 5 ore di pesca devi essere lucido e preciso, sapere cosa vogliono e come presentarlo. Se riesci a fregarne una in quelle condizioni per me è il massimo! In questa fase sicuramente esca principe sono i jig di tony o similari (ad esempio sto trovando piacere nell'utilizzo delle testine dell'amico Alex Mori dressate con materiale consigliato da amici moschisti ). Per ora prorpio quest'ultima fase c'è sfuggita e l'unico pesce di circa tre chili l'ho incannato in posizione precaria lanciando, ferrandolo, combattendolo e perdendolo sul salto mentre ero al telefono col commercialista!! Ma non demordiamo e speriamo di postare l'agognata over 4!!
Un pò di immagini parlano meglio di tante parole....

Lampughe! Lampughe!!! !!Lancia, lancia!!!!
presa!!!!mitico jig di tony!!

Guarda dietro!!
Veloce! veloce!! dagli allo stickbait!!
coppiola!! questa è una rarità: tonnetto e lampuga in un colpo solo!
Questa torna in mare come tante altre....presa e "delicatamente"
un bel tuffo in acqua!!
Finalmente una decente...
Simpatiche variazioni sul tema....


15/10/09

Jacques Mayol

Pubblico senza ulteriori commenti due poesie che mi ha fatto scoprire un ragazzo che come me scrive su Seaspin, anche lui come Francesco innamorato del mare e dell'apnea.


Sai cosa bisognia fare per vivere nel mondo delle sirene?
devi scendere in fondo al mare,
molto lontano,
così lontano che il blu non esiste più, laddove il cielo non è che un ricordo.
E quando sei là,
nel silenzio, ti fermi e se decidi che vuoi morire per loro
e restare con loro per l'eternità,
allora le sirene vengono verso te,
a giudicare l'amore che gli offri.
Se è sincero,
se è puro,
allora ti accoglieranno per sempre


Ritornerò verso la grande madre,
madre e amante degli uomini.
Ritornerò verso il mare,
io e nessun altro,
tutto addosso a lui
l'abbraccerò e mi scioglierò in esso

29/08/09

Signore incontrastato

Questo racconto di mare e di passione è stato scritto da Francesco per la sua ragazza...ad un anno dalla sua scomparsa mi sembra giusto pubblicarlo per farvelo godere....


Signore incontrastato

Sono pronto in un misto di eccitazione e speranza, con una gran voglia di abbandonare le vesti di creatura terrestre e assaporare per poche ore un mondo completamente diverso, dove trovare libertà fisica e mentale diventa semplicemente naturale. Ultimo controllo e giù in mare. I primi secondi...un passaggio di stato, sono completamente avvolto dall'acqua, questa freschezza sul viso mi risveglia dal torpore; sono cullato come in un ritorno allo stato primordiale, come protetto dal liquido amniotico, intorno a me solo mare, blu. I raggi del sole bucano la superficie dell'acqua e sprofondano lentamente; il mio sguardo li segue istintivamente alla ricerca di un segnale, un cambiamento di tonalità che indichi la presenza del fondale. Ricerco la terra sotto i miei piedi, scompare subito la paura atavica di cadere, galleggio. In superficie respiro profondamente, con una mezza capriola mi distendo in diagonale e affondo di pochi centimetri, quanto basta per farmi defluire sotto la pressione dell'acqua l'aria presente dentro la muta, lascio dietro di me una scia di bollicine, posso sentire il loro gorgogliare. Inizio a muovermi cautamente, cerco di ambientarmi, il respiro lento normalizza il battito cardiaco, percepisco il mio corpo. Solamente la testa ed in parte la schiena sono fuori dall'elemento liquido, il resto del corpo è tutto sotto il pelo dell'acqua, le gambe sono immerse per sfruttare al meglio la spinta delle pinne ed evitare rumorosi ed inefficaci sciaquii. La luce del sole indica l'inizio di un nuovo giorno: la sua intensità è tenue mentre il mare è ancora scuro, cupo. All'orizzonte non distinguo dove il mare lascia spazio al cielo; la costa è lontana e una leggera brezza increspa la superficie. Il silenzio è interrotto solo dal canto di alcuni gabbiani che volteggiano sopra di me mentre altri sono posati in mare, poco più in là, nel petto riflettono la luce del primo sole, sono rossastri. La corrente contrasta il mio avanzare, le prime forme di vita marina mi accolgono nel nuovo elemento, sono meduse di forme e colori irreali, troppe volte mi sono soffermato ad osservarle, mi vengono incontro spinte dalla corrente, evito i loro tentacoli urticanti e, come per incanto, sotto di me i raggi del sole prendono vita...tante piccole lame d'argento si muovono all'unisono; una massa compatta di corpicini scartano e scodano di lato accendendosi simultaneamente alla luce del sole, anche loro ne possono sentire il tiepido calore. Aprono ritmicamente la bocca, è la corrente che porta loro nutrimento. Di colpo mi avvertono, schizzano via, affondano, mi disorientano come fossi un predatore, ma non vanno lontano, non sono un pericolo per loro e così mi avvolgono, alcuni incuriositi si avvicinano, altri riprendono la loro danza per la sopravvivenza. Dovrei esserci vicino, penso, di solito questi pesciolini non si allontanano troppo da zone dove risale bruscamente il fondale. Infatti vedo davanti a me emergere dalla profondità le prime guglie di roccia chiara; è solo l'inizio di questa montagna sottomarina...sembra una cattedrale avvolta nella nebbia. Sono passati pochi minuti e i raggi del sole illuminano già con più intensità il fondo sotto di me. E' incredibile la velocità con cui la luce prende possesso del buio. Devo sfruttare questo momento, non li ho ancora visti ma so che i padroni di questo sito non aspetteranno ancora per molto; anche loro sfruttano le prime luci dell'alba per cacciare e si avvicinano alla superficie più ricca di prede, poi con l'avanzare del giorno tendono a sprofondare a quote inaccessibili per gli amanti dell'apnea. Finalmente individuo una zona per affrontare la prima discesa di studio. In superficie sono calmo, respiro profondamente , socchiudo gli occhi, riempio più possibile d'ossigeno il mio corpo...la mente è libera, sgombra da ogni pensiero negativo, mi godo questo momento...chissà a cosa assisterò. Sfilo il boccaglio per evitare gorgoglii, la capovolta, questa volta completa, porta le pinne in alto, al cielo, inizio la discesa. La falcata delle gambe ora è ampia, più scendo in profondità più le gambe riducono l'ampiezza di spinta, divento negativo, posso immobilizzarmi. Studio il fondale, scendo piano, mi avvito su me stesso in una sorta di volo controllato, cerco una zona dove poter nascondermi alla vista e ai sensi dei pinnuti; la mia presenza disturba un piccolo branchetto di pesciolini che, infastidito, mi lascia passare. Raggiungo il fondo vicino ad un grande masso, mi posiziono in modo più silenzioso possibile nel suo cono d'ombra. Davanti a me una serie di massoni sprofondavano verso l'abisso. Quaggiù i colori sono sintonizzati tutti su tonalità di blu. Sento la corrente spostare le pinne tenute a stretto contatto con il terreno, mi guardo intorno, studio la situazione...la sensazione di benessere che si prova a certe quote è un arma a doppio taglio. Mi sporgo piano dal mio nascondiglio, intorno a me nuvole di piccoli pesci sotto la spinta della corrente danzano sincronicamente, sono tranquilli. Mi soffermo a osservare come la vita scorre in questo mondo, come il tempo scorre, sembra quasi più lento...non posso starci a lungo qui, catturo più informazioni possibili poi mi stacco lentamente dal fondo e inizio la mia ascesa verso l'aria fresca. In superficie respiro forte, devo recuperare, buttare fuori l'aria cattiva accumulata e trarre energia da nuove molecole cariche d'ossigeno. Sento il ritmo cardiaco decelerare dopo aver subito un brusco innalzamento per lo sforzo della risalita. Uno sguardo verso la terra ferma, ecco il sole, ormai sfera accecante, inizia la sua parabola ascendente....il pensiero vola per pochi secondi...a quest'ora molte persone saranno ancora a letto, altri avranno iniziato a lavorare, altri ancora staranno facendo l'amore, beati loro...ma cosa ci faccio io qui? Perchè trovo beneficio in tutto questo? Chissà, ora sarei a letto sotto le coperte al caldo e invece sono qui a mollo, tutto bagnato, in un mare mai troppo caldo, trascinato dalla voglia di evadere, staccare, sentirmi libero e fermare il tempo...no, il tempo no, il tempo non si può fermare, il tempo è prezioso qui, ed è proprio qui che acquista significato: ogni secondo qui è fondamentale, ogni secondo è vitale. Forse è proprio questo che cerco, il vivere ogni emozione intensamente, attimo dopo attimo, come se fosse l'ultimo secondo da vivere. Quello che so di certo è che difficilmente potrò privarmi di tutto questo. Non so perchè, ma mi trovo ora a pinneggiare verso una direzione precisa, istinto, esperienza, segnali che ricevo dal mare; mi soffermo sulla verticale di una piccola zona che richiama la mia attenzione, sto ventilando, mi preparo a scendere nuovamente, questa è la fase più importante per la riuscita di una buona apnea, bisogna rilassarsi completamente, cercare beneficio da tutto quello che ci sta intorno e soprattutto da tutto quello che proviene da dentro, da noi stessi. Mentre scruto il fondale, un movimento disordinato e scomposto di alcuni pesciolini tutti neri denuncia la presenza di pesci di dimensioni interessanti: saranno loro? Speranza, dubbi...la concentrazione aumenta. Sono a mezz'acqua ora e la situazione sul fondo sembra tornata normale, plano dolcemente, cerco di sembrare agli occhi e ai sensi dei pesci qualcosa di non pericoloso, qualcosa che possa stimolare la loro curiosità e far vincere la loro innata diffidenza. Eccomi finalmente sul fondo; davanti a me una porzione di fondale che mi permette di vedere in lontananza, tanti diavoletti neri davanti a me sono nervosi, non assecondano più la corrente danzando, ma si muovono a scatti tutti insieme stretti gli uni agli altri, scattano verso il basso, poi fanno dietro front, si aprono a ventaglio, si richiudono, mi trasmettono la loro paura, cosa può terrorizzarli così tanto? La tensione sale, in questo posto può transitare di tutto...gran boato...i pesciolini, come per magia non ci sono più...eccoli, di colpo si materializzano sulla scena come fossero su un palcoscenico, fantasmi tutti blu. Il contatto visivo con questi pesci è sempre emozionante, solo questo vale tutta la fatica spesa. Il cuore accellera, sono loro i padroni di questi spazi. Sono ancora lontani, non sono tanti, ma sono grandi, da questa distanza non si notano ancora i particolari, viene solo risaltata la linea di demarcazione tra il blu del dorso e il bianco dell'addome. Mi dimentico la fatica, l'attenzione è rivolta a loro; adesso mi guardano sprezzanti, infastiditi dalla mia presenza, sono un intruso da scacciare o potrò sembrare una potenziale preda? Iniziano a muoversi nella mia direzione, ondeggiano le code, gli esemplari più piccoli davanti, i nonni dietro; mostrano i loro musi arcigni, da predatori, sembrano cattivi. Per me sono di una bellezza magnetica, folgorante. Si fermano, poi ripartono con il loro nuoto lineare; con un incedere lento che li può far sembrare persino ingenui, ma sono invece capaci di uno scatto fulmineo, poderoso e si fermano là dove non posso arrivare. Mi osservano, qualche esemplare più piccolo mi sfila di lato, mi studia per poi tornare all'interno del branco; mi soffermo ad osservarne uno in particolare. C'è sempre un esemplare del branco che mi colpisce e cattura la mia attenzione, di solito è uno tra quelli più grandi, più scaltri. Eccolo, è lui, la bocca semiaperta a mostrare quella doppia coppia di denti più grandi che caratterizza la loro specie e da cui prendono anche il nome; la testa scura, cupa, quasi nera, spicca il giallo della gola sotto la piastra branchiale, gli occhi furbi, intelligenti. Nuota sicuro di sé, della sua forza; la sua mole lo porta ad essere quasi al vertice della catena alimentare, qui non ha paura e si muove lentamente...signore incontrastato, chissà cosa avranno visto i suoi occhi! Il dorso sembra dissolversi con la profondità marina; quanto sono verosimili le sue tonalità, la natura non finisce mai di stupirmi: ha donato il colore del mare a questo pesce, ogni tanto spiccano scaglie più chiare, sembrano accese, sono di un blu elettrico, il ventre chiaro, quasi bianco, come tutti i predatori marini per risultare mimetici alle prede che si trovano più in basso rispetto a loro. Mi scruta, sembra essere combattuto dalla voglia di annusarmi da vicino e quella di scappare; oggi però non mi darà l'occasione per tessere il mio gioco fatto di trucchi e astuzie per indurlo ad avvicinarsi. Sono affascinanti, potessi rimanere qui con loro...No, forse non mi accetterebbero nel loro branco.... Poi l'incantesimo finisce, la fame d'aria aumenta, devo abbandonare la scena, speriamo di poterli nuovamente ammirare. Guardo il sole adesso, lo faccio sempre dopo un'immersione importante, ho ancora negli occhi tutto lo spettacolo, costretto come sempre a dover interrompere il contatto che si crea tra i due antagonisti in un gioco di pura psicologia ittica: un gioco pericoloso. Rimangono vivi nella mente anche per anni i ricordi di immersioni spettacolari, ogni volta però è diverso, non si può mai sapere con certezza cosa succederà...ed è semplicemente fantastico. Adesso sarà più difficile avere una possibilità di cattura, il loro è un gioco pericoloso, ti portano giù sempre più in profondità, le apnee diventano lunghe, a volte troppo, al limite. Ancora un tuffo, poi rinuncerò. Mi sposto a memoria in superficie, voglio sorprenderli; mi immagino la scena da quassù, come e dove si sono spostati. Mi preparo, “training mentale”, visualizzo dentro la mia testa tutto quello che dovrò fare una volta immerso, lo faccio ad occhi chiusi respirando lentamente, sono rilassato. Raggiungo la quota che mi permette di immobilizzarmi, inizio a cadere verso il basso; la pressione aumenta, mi schiaccia il torace, le orecchie soffrono prima della compensazione. Piccole particelle confermano che la mia velocità sta aumentando con la profondità. La luce del sole è debole, con al coda dell'occhio noto un movimento, sagome inconfondibili sciamano lentamente sulla mia destra. Li ignoro. Oramai vicino al fondo cerco una zona che mi possa dare riparo...non c'è. Qui sotto sembra un paesaggio lunare, non mi piace, poche roccette, sparse per lo più e...dentici...mamma mia che branco! Una massa incredibile di pesci, quello di prima doveva essere solo una parte, questo è un branco gigantesco. Paura, gioia, stupore, meraviglia, provo a contarli, ancora non riesco a dargli una cifra ma a chi importa. Sono lontani e sembrano non curarsi della mia presenza, che spettacolo, rimango a bocca aperta...giuro a me stesso di tornare quaggiù con una macchina fotografica per poter immortalare queste scene di un mare d'altri tempi. Passano i secondi, provo con qualche trucco a smuovere la situazione. Effettivamente qualcosa sembra muoversi nella mia direzione, si accende una piccola speranza...sì, sì mi ha visto e si sta avvicinando! Se non fossi in apnea rimarrei senza fiato. Ma quanto va piano, troppo piano, ho una colonna d'acqua sopra la testa alta quasi dieci piani. E' lento. Maledizione sono fondo: bisogna saper rinunciare alla cattura. Tento l'ultima carta prima di abbandonare, indietreggio piano e mi celo parzialmente alla sua vista: lui con un colpo della sua possente coda accellera, sembra funzionare. Distinguo dei particolari che non mi lasciano più il tempo di ragionare e gli automatismi scattano da soli...una frustata interrompe la scena... Il pesce si dibatte forte sull'asta ora, mentre io schizzo verso la superficie, le gambe macinano acqua. La reazione del pesce mentre risalgo si fa più scarsa, il colpo deve essere stato quasi letale. Non sono certo aiutato dal suo peso. Fatico. La superficie è ancora lontana, cerco di non pensare a niente, l'aria è agli sgoccioli ma le gambe spingono forte. Inizio a sentire la spinta positiva, sono quasi arrivato. Sole, aria, respiro in affanno. Guardo in basso, il protagonista di questa avventura è lui, pochi metri sotto di me. Finisco di recuperarlo, ultimi sussulti di vita, pongo fine alla sua sofferenza con un colpo di stiletto; ora lo posso stringere fra le mie mani, è grande davvero, non posso che ammirarlo, ora risplende il suo vero colore, è rosso, rosa, blu, bianco. Come mai l'azione di caccia si deve concludere così? Come vorrei far rivivere adesso questo splendido animale capace di regalarmi il suo fascino, la sua bellezza. Come faccio a non rispettarlo, so che rimarrà sempre con me nei miei ricordi. E' difficile descrivere lo stato d'animo dopo una cattura. Non è soddisfazione quella che provo, non è felicità quella che sento, è uno stato di appagamento fisico e mentale, indipendentemente anche dalla riuscita della cattura stessa. E' ammirazione, è ammirazione per tutto quello che la natura mette a disposizione. E' sentirsi parte integrante di un mondo puro, sincero, dove l'istinto e lo spirito di sopravvivenza prevalgono sopra ogni cosa. Basta, per oggi basta così, il mare è generoso per chi lo rispetta, per chi lo vive dentro, per chi ne sa cogliere il significato.


Francesco


25/08/09

Leccia d'agosto

Era un pezzo che speravo di scrivere questo mini report, e grazie al nuovo alleato (il minigommoncino di Daniele ) ci sono riuscito!!
Dopo un pò di uscite in cerca di serra, ieri mi cade l'occhio a casa su un bubble popper 110 che a marzo trovai in scogliera....colore firetiger, osceno, e mai l'avevo usato....però quell'artificiale trovato per caso in un ambiente non suo, qualcosa mi diceva e quindi....primer, bianco lucido, una mano di kk1 e stamattina prima di uscire in mare due ancorette del 2 ed ecco un albino nuovo fiammante!! si si mi piace prorpio, inizierò con questo.....
Arrivati non faccio in tempo a fare due lanci che al terzo vedo una macchia scura dietro al popper....mega attacco mancato!! lo fermo, accellero!! sono 4 leccioni!! altro attacco mancato, ancora un altro mancato...stoppo, accellero frenetico....a dieci metri dal gommone mega strike!!! la labrax si piega e dalle testatone secche e dalle sfrizionate rabbiose subito capisco che è lei...e stavolta non è 2-3 chili ma un pesce serio per la labrax!!!
Il gommone comincia ad essere trainato in qua e in la ma questo porta anche a fiaccare il pesce in poco poco più di 5 minuti che però sembbrano eterni...infatti erano più i metri che facevamo trainati dalla leccia che non quelli presi con la frizione!! alla fine arriva sottobordo e la raffiata precisa di Daniele ci fa esplodere davvero....non è un mostro come quelli fantastici (anche rilasciati) postati dal suo omonimo pochi giorni fa, ma per me con questa attrezzatura è stata una cattura splendida, condivisa con Daniele data la vicinanza nel tenderino da 3 metri e davvero emozionante.....eccola qua:






dopo un paio d'ore con l'ak140 ne prendo anche una sui 2,5 kg che però stavolta è giusto se ne torni in mare....

Visto che ci sono pubblico pure la foto di quella del giorno prima presa con un seafinger 170 bianco sbacchettato:


io è così che la penso, non effettuo un c&r integrale e non lo nascondo, anzi mi fa piacere stasera accendere la griglia e chiamare i miei amici, ma non cerco mai di esagerare, cercando di bilanciare la quantità di peesce trattenuto con quello rilasciato....il pesce mi piace e preferisco il mio a quello del banco del pesce pescato con metodologie che non condivido....
Comunque a parte la morale (un mio classicone non mi chiamerei "nonno" sennò! ) abbiamo fatto o almeno provato a fare, due video delle due lecce, appena saranno pronti daniele li posta....ciao!
ah, per la cronaca: canna labrax, mulinello certate HC3000, varivas casting PE23 lb, seaguar 0,43, jackclip 35.....ancorette st31 n2...tutto ha retto alla grande anzi avevano ancora da dare....

06/08/09

Barrasauro al tramonto

Ieri sera classico calasole in scogliera con simone....arriviamo sul posto verso le otto e decidiamo di montare trepiede e digitale a riprendere per un oretta finchè c'è sole per vedere di cogliere in diretta un attacco di barracuda.... E' questo un tentativo che da un pò stiamo cercando di fare anche con daniele per vivacizzare un pò le pescate a barra che altrimenti rischiano di diventare un pò monotone e ripetitive... non sembra esserci grande attività, anzi una forte corrente laterale rende anche difficoltosa l'azione di pesca che deve essere un pò velocizzata rispetto al solito per far lavorare i classici jerk da barra.... verso le nove il primo barretto viene a trovarmi e lo filmo tutto in diretta! dall'allamata al carpiato di rilascio...perfetto!!!

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Appena lo monto ve lo farò vedere... sono già contento, ma intanto insisto a lanciare...mi si prospetta un'altra dura settimana davanti e meglio fare il pieno di lanci e di iodio finchè il tempo me lo permette!!! dopo un ora di inattività quasi totale spengo il video e continuo a pescare...simone si ferma e fuma una sigaretta e gli sta bene, fumare fa male e lanciando prorpio dove stava pescando lui, il mio tide bianco si blocca.... due testate ed eccone un altro!!! sembra carino, anzi è bello...anzi.....che ho agganciato???? sta fermo a 4-5 metri di fondo e sembra come avere incagliato, la labrax è piegata ma non sto forzando, è come bloccato.....poi una fuga rapidissima di 3-4 metri mi fa capire che è un bel barra.....ma quando viene sotto capisco che se lo voglio toccare stavolta tocca usare il raffio....simone lo prende appena vede sbiancare nel buio e lo tira su, arretriamo un pò e con noi esce dall'acqua un vero mostro.....ci guardiamo e quasi non si credde ai nostri occhi che ci siano da noi barracuda così grossi....ha la testa come la mia a momenti!!! Per la cronaca appena tirato fuori a tagliato di netto il 45 e spezzato il raffio e il tide era così conciato:
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qualche foto di 16 lb abbondanti di barrasauro per 129 cm, faceva quasi paura!!!

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20/07/09

Spigole e serra d'estate

Una piccola riflessione all'inizio...non so se a voi capita, ma spesso a me succede di fare belle pescate o comunque godere di emozioni particolari a pesca, prorpio in quei periodi un pò sfortunati.
Quando la vita è più dura, faticosa e sono più le cattive che le buone notizie, ecco che il mare mi regala sempre qualcosa...credetemi preferirei cappottare all'infinito, però è bello, è come un amico che decide di farti un regalo prorpio quando ti serve...
Ora basta riflessioni (a cui mi lascio andare spesso con troppa facilità) e vi racconto il mio sabato mattina (domenica ho cappottato di brutto!)
Sveglia alle 4 e si parte io e simone alla ricerca di qualche pesce in un tratto di scogliera bassa e mista che di questa stagione potrebbe fruttare qualche pesce...
Li si trova alessio, bello caldo del cappotto della sera prima!
Si parte e questa volta affronto il tratto con due canne, la labrax nello zaino per i serra appena si alza un pò il sole, e in mano la cannetta che ultimamente mi sta regalando tante emozioni e soddisfazioni, la lamiglass 1/2 oncia da popping montata da alessandro che abbinata con un certate 2500, treccetta da 10 lb e finale del 28 è la compagna perfetta per i miei amati siliconcini da finesse....
Parto come al solito, mi avvicino al punto prescelto, lancio a sinistra, dritto, a destra stando un pò arretrato e se non vedo nulla continuo....ma dopo pochi lanci qualcosa bolla sulla mia gommetta da 4' montata su una testina da 1/16...incanno il pesce e sembra bello...due testate e mi sfila 40 metri di treccia!! Non si ferma, ancora non c'è tanto sole e non si capisce bene cosa sia, ma subito pendo ad una spigolona da urlo come quello che piazzo a simone per farlo venire da me per aiutarmi!.
Il pesce ad un certo punto si blocca e se ne va 30 metri a destra lungo la scogliera...vedo sbiancare e credo davvero nella spigolona, ma ad un certo punto si ferma e parte verso di me con due tre salti che non lasciano dubbi...è serra, un serra da 2-3kg su una gommina da 4 pollici e non taglia!!
In qualche modo lo porto sotto e simone lo prende e lo lancia sugli scogli....è un pesce di taglia normale, bello ma niente di speciale, ma con un'attrezzatura del genere ragazzi è stata una libidine vera e anche lui si è potuto giocare le sue chances fino all'ultimo momento....


Contento matto ma non pago continuo e un oretta e un km dopo ecco altra botta secca e questa volta (anche se incredibilmente salta pure lei!!) arriva una bella spigolotta da chilo...



Intanto anche Simone col sasuke prende la sua spigolotta ma...dimentichiamo qualcuno???
Ah si, Ale che è seempre più in rosicamento!!! ahah!!
Ma cocciuto e insistendo a popper da due ore, finalmente anche la sua cts si piega ed arriva un bel serra anche per lui....
In conclusione mattinata molto bella e divertente, con pesci presi in maniera differente l'uno da l'altro e che personalmente mi hanno fatto ancora una volta capire come spesso la pesca leggera, anche se a costante rischio di perdita di un bel pesce perchè si pesca davvero in certi ambienti sul filo del rasoio, dona davvero grandi emozioni ed una presentazione finesse in certe condizioni meteomarine può essere decisiva.